Sostenibilità: i numeri documentano, le storie fanno comprendere
Numeri, KPI, certificazioni, obiettivi. Quando un’azienda racconta il proprio impegno nella sostenibilità, parte necessariamente da qui.
Ma leggere un dato e comprenderne il significato nella vita delle persone sono due esperienze diverse.
Una riduzione dei consumi può raccontare un cambiamento nella produzione. Un investimento nella ricerca può aprire nuove possibilità di cura.
Dietro un indicatore ci sono decisioni, competenze e persone: è lì che comincia il lavoro di chi deve trasformare la rendicontazione in un racconto.
La credibilità resta il punto di partenza. Nel rapporto A world in balance 2025, il Capgemini Research Institute rileva che il 62% dei consumatori intervistati ritiene che le aziende facciano greenwashing. La ricerca comprende un’indagine globale su 6.566 consumatori: un segnale della diffidenza con cui vengono accolte le dichiarazioni di sostenibilità e della necessità di accompagnarle con elementi verificabili.
Per questo, quando lavoro a un progetto sulla sostenibilità, cerco prima di tutto le situazioni in cui quell’impegno prende forma. Dove sta accadendo il cambiamento? Chi lo rende possibile? E che cosa possiamo mostrare per aiutare il pubblico a comprenderlo?
Future Seeds: cercare la sostenibilità nelle storie
Queste domande hanno guidato Future Seeds, il docufilm FORMAT MEDICOM che ho sviluppato come autore e capo progetto per Biotest-Grifols, nell’ambito della campagna Go Future.
Il film segue Elsa, una giornalista, e sua nipote Anne, una ragazza segnata dall’eco-ansia, in un viaggio alla scoperta di progetti e persone che lavorano per costruire un futuro più sostenibile. La loro vicenda intreccia finzione e incontri reali, permettendo allo spettatore di avvicinarsi a temi complessi attraverso la curiosità, le domande e le emozioni delle protagoniste.
Durante il percorso, la sostenibilità assume significati diversi. Riguarda il modo in cui produciamo, la cura degli ecosistemi, le possibilità offerte dalla ricerca e il rapporto tra salute e ambiente. Ogni incontro aggiunge un pezzo a questa visione, facendo emergere connessioni che nel linguaggio aziendale rischiano di rimanere astratte.
Dal dono del plasma alla produzione di medicinali

Una di queste connessioni attraversa il mondo dei medicinali derivati dal plasma umano. Tutto comincia da una persona che dona e arriva, attraverso una filiera complessa, a un’altra persona che ha bisogno di una terapia.
Le immunoglobuline ricavate dal plasma possono integrare gli anticorpi che l’organismo non produce adeguatamente. Yimmugo, prodotto nello stabilimento Biotest Next Level di Dreieich, appartiene a questa categoria di medicinali.
Rendere visibile questo percorso significa raccontare insieme il valore della donazione, il lavoro della medicina e la responsabilità della produzione. Nel film, l’incontro con Tanja Engelen, medico trasfusionista e direttrice del centro plasma di Münster, riporta l’attenzione sulle persone da cui questa filiera dipende.
Con Peter Janssen, allora alla guida di Biotest, il discorso si sposta sulle scelte industriali. Il nuovo stabilimento offre l’occasione per capire come l’innovazione possa intervenire anche sull’impiego delle risorse: secondo la documentazione aziendale, i processi sono stati progettati per recuperare calore, sfruttare la gravità nella movimentazione dei materiali e limitare l’utilizzo di acqua e sostanze chimiche.
Sono aspetti concreti, che acquistano significato quando vengono spiegati nel loro contesto, distinguendo le soluzioni adottate dai benefici ambientali effettivamente misurati.
Le connessioni tra scienza, tecnologia, architettura e arte
Il viaggio di Future Seeds si apre poi a esperienze lontane dal settore farmaceutico, ma legate dalla stessa attenzione al rapporto tra persone e ambiente.
A Barcellona, gli incontri con Marc García-Durán Huet e il biologo marino Sergio Rossi, di Underwater Gardens, portano dentro il film il tema della rigenerazione degli ecosistemi marini. A Rotterdam, il designer Daan Roosegaarde e l’architetto Ramon Knoester, fondatore di Clear Rivers, mostrano come un’idea possa diventare un progetto capace di affrontare problemi ambientali.
A Istanbul, questa ricerca prende forma in due esperienze. Kerem Deveci presenta ENLIL, una turbina eolica ad asse verticale progettata per portare la produzione di energia negli spazi urbani. Il professor Berat Zeki Haznedaroğlu accompagna invece le protagoniste nel mondo delle microalghe: attraverso il progetto INDEPENDENT dell’Università Boğaziçi, la ricerca sviluppa biocarburanti, biofertilizzanti e altre applicazioni per settori come alimentazione e salute. Due modi diversi di ripensare le risorse e le possibilità della tecnologia.
In Germania, l’artista Iena Cruz realizza il murales Lynfa, traducendo l’interconnessione degli ecosistemi in un’immagine.
Il valore di queste interviste sta anche nel far dialogare prospettive diverse. Medicina, ricerca, tecnologia, architettura e arte aiutano a leggere la sostenibilità come una questione che attraversa molti aspetti della nostra vita.

Quando la responsabilità diventa racconto
È qui che riconosco il contributo del metodo giornalistico alla comunicazione corporate: partire dai fatti, ascoltare le persone e rendere accessibile ciò che è complesso, mantenendo trasparente il ruolo dell’azienda che sostiene il progetto.
In Future Seeds, Biotest e la filiera di cui Yimmugo è parte, entrano in una storia più ampia che collega il dono del plasma alla cura, le scelte produttive alla tutela delle risorse, l’innovazione alla vita delle persone.
È questo il passaggio che mi interessa: dare ai fatti un contesto umano, perché possano essere compresi e trovare un posto nella memoria.
La responsabilità diventa racconto quando possiamo vederla nelle scelte, nei luoghi e nelle persone. È lì che l’impegno acquista un significato. Ed è da lì che può lasciare una traccia.
F.A.Q.
Qual è la differenza tra un report di sostenibilità e un racconto aziendale?
Il report misura e documenta risultati, indicatori e obiettivi. Il racconto aiuta a comprenderne il significato attraverso persone, luoghi ed esperienze concrete. Sono strumenti complementari: i dati sostengono la credibilità della storia, mentre la narrazione li rende più accessibili.
Come comunicare la sostenibilità in modo credibile?
Partendo da fatti verificabili, indicando le fonti e distinguendo i risultati raggiunti dagli obiettivi futuri. Una comunicazione credibile racconta anche difficoltà e margini di miglioramento, mantenendo trasparente il ruolo dell’azienda che sostiene il contenuto.
Che cos’è Future Seeds e come racconta la sostenibilità?
Future Seeds è un docufilm MEDICOM sviluppato per Biotest-Grifols nell’ambito della campagna Go Future. Intreccia il viaggio delle protagoniste con interviste e progetti reali, esplorando le connessioni tra salute, ambiente, ricerca, tecnologia, architettura e arte.
Quale ruolo hanno Biotest e la donazione di plasma in Future Seeds?
Il film racconta il percorso che collega la donazione di plasma alla produzione dei medicinali e alla cura delle persone. Gli incontri con professionisti sanitari e rappresentanti di Biotest permettono di esplorare la responsabilità verso i donatori, il valore della risorsa donata e le scelte industriali legate al suo impiego.
Qual è il ruolo del giornalismo nell’epoca dell’eccesso di informazioni?
Il giornalismo può aiutare a selezionare, contestualizzare e creare una gerarchia delle informazioni. In un ambiente in cui è sempre più facile produrre contenuti, anche grazie all’intelligenza artificiale, acquista valore la capacità di capire cosa merita davvero attenzione e cosa invece rischia soltanto di aggiungere altro rumore.

