LE TRACCE DELLE ANIME DEL PURGATORIO

LE TRACCE DELLE ANIME DEL PURGATORIO

Tra fede e storia alla ricerca dei segnali provenienti dall’aldilà

Il Purgatorio è uno di quei luoghi mistici che tutti conoscono, ma che nessuno ad oggi può dimostrare se esista realmente. Secondo la Chiesa Cattolica, nell’ambito del Cristianesimo, il Purgatorio è un luogo o una condizione alla quale vengono destinate le anime dei defunti e rappresenta in qualche modo un passaggio, una via di transizione prima della vita eterna quasi fosse “un’anticamera” per il Paradiso. Storicamente fu invece il celebre scrittore Dante Alighieri, nella Divina Commedia, a darne definizione ed addirittura una struttura suddivisa nei sette peccati capitali che le anime erano chiamate a scontare per le colpe collezionate in vita. Ma allora il Purgatorio esiste realmente?

Questo è uno dei più grandi interrogativi a cui l’uomo spesso ricorre e a cui difficilmente si può dare una risposta… se non nel segno della fede! Eppure durante le indagini che ho condotto per Mistero Adventure, ho scoperto tracce tangibili che testimonierebbero la sua reale esistenza, proprio nella città aeterna!

Proprio a Roma, infatti, c’è una chiesa che è stata luogo di un episodio alquanto strano in cui qualcuno sembra aver riconosciuto davvero le prove di una vita oltre la morte. La leggenda risale al 1897 e narra che in quell’anno, nella Chiesa Sacro Cuore del Suffragio, l’altare della piccola cappella dedicata alla Vergine del Rosario, che si trova tra l’attuale chiesa e la canonica, prese misteriosamente fuoco… Il cappellano del tempo, don Victòr Jouët, aiutato dai suoi fedeli, riuscì fortunatamente a spegnere l’incendio ma ciò che era ancora più strano è che sul muro dietro l’altare apparve, sotto le tracce lasciate delle fiamme, la chiara immagine di un volto umano con un’espressione infelice. Per Don Victòr non c’erano dubbi: il volto apparteneva ad un’anima del Purgatorio che aveva cercato un contatto con i vivi. Profondamente colpito da quest’evento prodigioso, intraprese un viaggio incredibile per  rintracciare ovunque i segni delle Anime che dal Purgatorio avevano cercato un contatto con la vita terrena.

Tra le reliquie raccolte, una veste con un’impronta marchiata a fuoco: quest’oggetto apparteneva a Suor Isabella Fornari. La storia racconta che nel 1731 l’anima di Padre Panzini si mise in contatto con la Suora e la connessione fu così forte che le impronte del Padre oltrepassarono la pesante tonaca, fino addirittura a bruciarle la veste. E ancora, una federa con l’impronta di un dito di Suor Maria di San Luigi Gonzaga… La Suora, secondo un antico documento conservato al Monastero di Santa Chiara di Bastia, chiedeva ai vivi preghiere per potersi purificare ed entrare finalmente nel Regno dei Cieli. E anche recentemente nel ‘900 Padre Pio da Pietralcina raccontò di aver ricevuto la visita di un’anima del Purgatorio morta nel 1908 a causa di un incendio: Pietro Di Mauro, che si presentò al frate con la richiesta di una messa per entrare in paradiso.

Ma se la testimonianza di Padre Pio può essere considerata forse solo da chi crede, tavolette di legno, libri, vesti, ed altro ancora conservati nella Chiesa Sacro Cuore del Suffragio, sono tutti tracce indelebili di un passaggio, tutti marchiati a fuoco e tutti con una loro incredibile storia di contatto, tra vivi e morti.

Storie con prove tangibili, che continuano a lasciare interrogativi come per esempio la presenza del fuoco, magari forse proprio il mezzo per mettere in contatto l’aldilà con la vita terrena… Interrogativi a cui, forse, si può solo credere, ma proprio per questo ogni volta sempre più affascinanti…

Ad maiorem Dei Gloriam

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