UN SACRIFICIO NEI SOTTERANEI DI ROMA

UN SACRIFICIO NEI SOTTERANEI DI ROMA

La cripta della Chiesa di Santa Maria della Concezione custodisce i segreti di una veglia lugubre ed eterna

 

Ci sono segnali che ci vengono tramandati dal passato, di cui riusciamo a fatica a comprendere il mistero: le interpretazioni possono essere tante ma spesso quello che esse rappresentano nella loro semplicità, racchiude il più alto e puro dei segreti.

La cripta di Santa Maria della Concezione a Roma, oggetto dell’indagine sui Misteri della Fede andata in onda stasera a Mistero Adventure, è un esempio di estrema devozione a Dio, una devozione quasi fanatica, manifestata in una modalità talmente sinistra che risulta incomprensibile agli umani della nostra epoca, per la sua cruda efferatezza.

Nei sotterranei di questa basilica romana edificata tra il 1624 e il 1630, per volontà di papa Urbano VIII, in onore del fratello, cardinale Antonio Barberini, che faceva parte dell’ordine dei Cappuccini e la cui tomba è tuttora qui conservata, si dipana un inquietante ed inaspettato itinerario: un macabro percorso cimiteriale a cavallo tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Ma perché realizzare questo cimitero apocalittico? Cosa volevano rappresentare i suoi autori e soprattutto chi erano?

La cripta conta cinque ambienti in cui sono conservati come “decorazione barocca” gli scheletri di circa quattromila frati e poveri, morti fra il 1528 ed il 1870. Le ossa dei Cappuccini sono state recuperate dalle fosse comuni del vecchio cimitero dell’Ordine. Il macabro percorso mette in evidenza i decori, tutti realizzati con gli innumerevoli elementi ossei delle varie parti del corpo, che formano  persino lampadari e un orologio. I nomi delle piccole cappelle ricordano le ossa con cui sono stati realizzati i decori (dei bacini, dei teschi, delle tibie, dei femori ecc).

La paternità e il motivo che ha spinto alla realizzazione di tale opera resta avvolta ancora nel mistero, eppure c’è chi si ipotizza che quelle macabre decorazioni, siano state forse realizzate proprio dagli stessi cappuccini quale monito sulla brevità della vita.

“Il corpo è solo contenitore dell’anima” – ci dice la loro regola! Infatti, seppur per noi oggi decisamente insolita, questa decorazione per le cripte, un tempo, non era per niente rara e deve la sua spiegazione ai rigidi dettami della Controriforma che nell’arte puntò sulla sofferenza e sulla morte come strumento per affrancarsi dai peccati e elevarsi a Dio. Per gli appartenenti all’ordine era pertanto anche un onore contribuire con i propri resti all’opera!

Quindi è forse proprio in essa che va ricercata la spiegazione dei segni di una tale devozione, espressa con l’incombere del terribile potere della morte… Potere che è manifesto non solo nella cripta: tutta la chiesa nasconde immagini e reliquie, quasi a simbolo di salvezza per i corpi che vi entrano in contatto!

Quale invocazione può essere invece più alta e potente di una sentita preghiera?

Ad maiorem Dei Gloriam!

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